Bonus colonnine 2026: 1.500€ ai privati, 8.000€ ai condomìni
Contributo dell'80% delle spese ammissibili: fino a 1.500€ per i privati, fino a 8.000€ per i condomìni. Requisiti, spese ammesse e come fare domanda.
Bonus colonnine 2026:
1.500€ ai privati, 8.000€ ai condomìni
Dal 22 settembre 2026 sono aperte le domande. Contributo dell'80% per installare la colonnina a casa o in condominio — e, se avete già il fotovoltaico, può essere interessante integrare la ricarica con la vostra produzione.
Wattino dice:
Ciao a tutti! Sono Wattino, e oggi vi parlo di una notizia che riguarda i vostri vicini di garage, non i vostri pannelli: è tornato il Bonus colonnine domestiche, il contributo statale per chi installa una colonnina di ricarica per l'auto elettrica a casa propria o sulle parti comuni del condominio. Non è un incentivo per il fotovoltaico in senso stretto, ma è un argomento che vi tocca da vicino: chi ha (o sta per installare) un impianto sul tetto può essere particolarmente interessato a integrare la ricarica dell'auto con la propria produzione. Vi spiego come funziona il bonus e come conviene incastrarlo con il fotovoltaico. ⚡
📋 Cos'è il Bonus colonnine domestiche
Il Bonus colonnine domestiche è un contributo in conto capitale per l'acquisto e l'installazione di infrastrutture di ricarica — colonnine e wallbox — destinate a uso privato o condominiale. Non è una novità assoluta: esisteva già una versione 2022-2024 del bonus, ora chiusa. Quella attuale è una misura nuova, valida per il periodo 2026-2030, inserita nel più ampio pacchetto di incentivi per la filiera automotive varato dal Governo.
📋 I due provvedimenti di riferimento
La misura nasce con il 🔗 DPCM 10 giugno 2026 ("Nuovo Piano incentivi per le imprese della filiera automotive"), registrato dalla Corte dei conti il 25 giugno 2026 al n. 900 e pubblicato sul sito del Ministero il 26 giugno 2026 — dell'adozione è stato dato avviso in Gazzetta Ufficiale n. 155 del 7 luglio 2026.
Le regole operative — chi può accedere, quanto vale il contributo, quali documenti servono — sono state definite dal 🔗 Decreto direttoriale MIMIT del 4 agosto 2026, mentre i tempi dello sportello sono stati fissati dal 🔗 Decreto direttoriale dell'11 settembre 2026.
🔔 Sportello aperto: le domande si presentano dalle ore 12:00 del 22 settembre 2026 alle ore 12:00 del 31 gennaio 2027 (finestra relativa all'annualità 2026). Le domande vengono ammesse all'istruttoria in ordine cronologico di presentazione, nei limiti delle risorse disponibili — questo è il dato ufficiale. In pratica, ne consegue che avere già pronta la documentazione può essere utile per presentare la domanda tempestivamente. Se leggete questo articolo dopo la chiusura dello sportello, controllate sulla 🔗 pagina ufficiale MIMIT se è stata aperta una nuova finestra per le annualità successive.
👥 Chi può richiederlo
La platea dei beneficiari è ristretta: si tratta di una misura rivolta agli utenti domestici, non alle imprese.
Persone fisiche
Residenti in Italia, per l'installazione di una colonnina a uso esclusivamente privato, non accessibile al pubblico.
Condomìni
Per la posa in opera sulle parti comuni di cui agli artt. 1117 e 1117-bis del Codice civile, a uso collettivo dei condòmini. Serve delibera assembleare non impugnata.

❌ Chi resta fuori: titolari di ditte individuali e società non rientrano tra i beneficiari — per imprese e Pubblica Amministrazione sono previste altre forme di incentivo, nell'ambito del PNRR, a cura del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica. Se installate la colonnina per un'attività commerciale, questo bonus non fa per voi.
💶 Quanto vale il contributo
Il contributo è pari all'80% delle spese ammissibili di acquisto e posa in opera dell'infrastruttura di ricarica, entro un massimale che cambia a seconda del soggetto richiedente.
Persona fisica
Contributo massimo per ciascuna persona fisica richiedente, pari all'80% delle spese ammissibili.
Condominio
Limite elevato per la posa in opera sulle parti comuni condominiali — utile per wallbox multiple o impianti condivisi.
L'80% non significa che venga rimborsato l'80% senza limiti. Il contributo è pari all'80% della spesa ammissibile, ma resta comunque soggetto al massimale previsto. Esempio: con una spesa di 2.000€, l'80% teorico sarebbe 1.600€ — ma una persona fisica si ferma comunque a 1.500€, perché è quello il limite massimo previsto.
📋 🔗 Art. 2 del Decreto direttoriale 4 agosto 2026
Il Ministero può riconoscere, nel limite delle risorse disponibili, un contributo pari all'80% delle spese di acquisto e posa in opera dell'infrastruttura di ricarica, fino a un massimo di 1.500 euro per persona fisica richiedente. Il limite è elevato a 8.000 euro per la posa in opera sulle parti comuni degli edifici condominiali di cui agli articoli 1117 e 1117-bis del Codice civile.
Il contributo è riconosciuto solo a condizione che l'intervento sia completato con l'avvenuta installazione dell'infrastruttura — il semplice acquisto, senza posa in opera, non basta.
Attenzione alla non cumulabilità: il decreto stabilisce che il contributo non è cumulabile con altre agevolazioni — anche fiscali — nazionali, regionali o dell'Unione Europea previste per la medesima spesa. In pratica: se avete già usato una detrazione fiscale (es. il 50% ristrutturazioni) sulla spesa per la colonnina, non potete chiedere anche questo contributo sulla stessa spesa. Dovete scegliere una sola strada per quella spesa specifica.
💰 Le risorse disponibili, anno per anno
Il fondo complessivo stanziato dal MIMIT per il periodo 2026-2030 ammonta a 68 milioni di euro, ripartiti su cinque annualità:
| Annualità | Risorse disponibili | Installazione ammissibile |
|---|---|---|
| 2026 | 15 milioni di euro | completata dal 26 giugno al 31 dicembre 2026 |
| 2027 | 15 milioni di euro | completata nel corso dell'anno solare |
| 2028 | 15 milioni di euro | completata nel corso dell'anno solare |
| 2029 | 15 milioni di euro | completata nel corso dell'anno solare |
| 2030 | 8 milioni di euro | completata entro il 31 marzo 2030 |
📋 Da dove arrivano i fondi
Le risorse provengono dal Fondo di cui all'articolo 22, comma 1, del decreto-legge 1° marzo 2022, n. 17 (convertito con modificazioni dalla legge 27 aprile 2022, n. 34) — lo stesso fondo nato per il contenimento dei costi dell'energia e lo sviluppo delle rinnovabili, oggi utilizzato anche per la filiera automotive.
Le risorse sono gestite per ordine cronologico di presentazione della domanda, nei limiti delle risorse disponibili. In caso di esaurimento dei fondi, il Ministero ne dà pubblicità con un avviso sul proprio sito: per quella finestra non è più possibile ottenere il contributo. Occorre verificare le eventuali aperture successive previste per le annualità seguenti.
🧾 Quali spese sono coperte
Colonnina e opere elettriche
Acquisto della colonnina/wallbox, impianti elettrici e opere edili strettamente necessarie all'installazione.
Monitoraggio e gestione
Dispositivi per il monitoraggio, il controllo e la gestione dell'infrastruttura, anche se installati separatamente.
Progettazione e collaudo
Spese di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi legate all'intervento.
Nuovo POD
Costi per la connessione alla rete elettrica tramite l'attivazione di un nuovo punto di prelievo (POD).
❌ Cosa resta fuori: imposte e tasse di qualsiasi genere; spese per consulenze diverse da quelle di progettazione previste dal decreto; spese relative a terreni e immobili; acquisto di beni o servizi non direttamente collegati all'infrastruttura; autorizzazioni edilizie e costi di esercizio dell'infrastruttura (quindi non i consumi elettrici sostenuti in seguito per ricaricare l'auto). Tutti i pagamenti, inoltre, devono essere tracciabili: niente contanti, e niente finanziamenti a copertura della spesa.
🔧 I requisiti tecnici della colonnina
Non basta comprare una qualsiasi wallbox: il decreto pone alcuni paletti tecnici, soprattutto per lo sportello 2026.
📋 Requisiti per l'annualità 2026
L'infrastruttura deve essere nuova di fabbrica, di potenza standard, installata sul territorio italiano e corredata dalla dichiarazione di conformità di cui all'articolo 7 del Decreto MiSE 22 gennaio 2008, n. 37 — rilasciata dall'installatore, che attesti l'avvenuta installazione a regola d'arte.
In più, per le domande relative al 2026 il dispositivo deve rispettare i requisiti minimi della 🔗 Deliberazione ARERA 541/2020/R/eel e risultare incluso nell'🔗 elenco ufficiale dei dispositivi di ricarica domestica pubblicato dal GSE, nella versione vigente alla data della domanda.
Per uso privato, la colonnina deve essere destinata all'uso esclusivamente privato e non accessibile al pubblico. Per il condominio, deve essere destinata all'utilizzo collettivo dei condòmini, sempre senza accesso al pubblico: non potete quindi, ad esempio, aprirla ad utenti esterni a pagamento e continuare a beneficiare del contributo.
📝 Come si presenta la domanda
Un dettaglio importante da tenere a mente: il contributo si chiede a lavori conclusi, non prima. Non è possibile prenotare il bonus e poi installare la colonnina — l'acquisto e la posa devono essere già avvenuti e documentati.
Fai realizzare l'intervento da un installatore qualificato. I pagamenti vanno fatti con bonifico, SEPA Credit Transfer o carta, da un conto intestato al beneficiario — niente contanti.
Con SPID, CIE o CNS, entro l'apertura e la chiusura dello sportello (per il 2026: dal 22 settembre 2026 al 31 gennaio 2027). Il punto di accesso è la pagina 🔗 Invitalia — Bonus colonnine domestiche.
Fattura elettronica XML, estratti conto con i pagamenti collegati, dichiarazione di conformità dell'installatore, relazione finale sull'investimento, dati del conto per l'accredito e un indirizzo PEC attivo. Per i condomìni: anche codice fiscale del condominio, dati dell'amministratore e delibera assembleare non impugnata.
Il sistema rilascia subito una ricevuta di registrazione. Invitalia verifica poi completezza e correttezza formale della domanda (fase di "esaminabilità").
Con decreto di concessione ed erogazione, nel rispetto dell'ordine cronologico di presentazione delle domande ammesse.
⚠️ Una sola domanda a testa: ogni soggetto beneficiario può presentare una sola domanda di contributo. Se la prima risulta improcedibile, è consentito presentarne una seconda entro la chiusura dello sportello — ma se anche questa viene respinta, non ci sono ulteriori tentativi.
📋 Controlli e revoca (artt. 9-10)
Invitalia, come soggetto gestore, effettua controlli a campione per verificare la veridicità delle dichiarazioni e la conformità della documentazione — anche con accertamenti d'ufficio e ispezioni in loco. Le modalità operative dei controlli successivi all'erogazione sono state ulteriormente dettagliate da un secondo 🔗 Decreto direttoriale dell'11 settembre 2026. Se emergono dichiarazioni non veritiere o documentazione non conforme, il Ministero dispone la revoca totale o parziale del contributo, con obbligo di restituzione entro 60 giorni dalla comunicazione.
☀️ Cosa c'entra con il fotovoltaico
Il decreto, va detto chiaramente, non parla di fotovoltaico: il fondo riguarda l'infrastruttura di ricarica e le spese ammissibili direttamente connesse alla sua installazione (impianti elettrici, opere edili, monitoraggio, progettazione, nuovo POD), non l'impianto fotovoltaico. Ma se siete qui su Wattino è probabile che il fotovoltaico ce l'abbiate già, o che ci stiate pensando — e qui la combinazione con la colonnina ha senso su più fronti.

✔️ Il bonus colonnine può coesistere con un intervento fotovoltaico: la non cumulabilità prevista dal decreto riguarda la medesima spesa (cioè quella della colonnina). Un impianto fotovoltaico è una spesa distinta, che può beneficiare delle proprie eventuali agevolazioni fiscali e, quando ne ricorrono le condizioni, dei meccanismi GSE per la valorizzazione dell'energia immessa in rete (ad esempio il Ritiro Dedicato, che tecnicamente non è un'agevolazione fiscale ma un regime di ritiro dell'energia). Potete quindi realizzare entrambi gli interventi, purché ciascuna agevolazione sia applicata alle spese per cui è prevista e nel rispetto delle relative condizioni.

Da un punto di vista tecnico, alcuni modelli di colonnina possono integrarsi con l'inverter fotovoltaico o con sistemi di gestione energetica domestica, per privilegiare la ricarica nelle ore centrali della giornata quando l'impianto produce di più. Non è un requisito del bonus, ma è una funzionalità da valutare al momento della scelta del modello — soprattutto se il vostro obiettivo è massimizzare l'autoconsumo.
📊 Riepilogo rapido
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Provvedimenti di riferimento | DPCM 10 giugno 2026 + Decreto direttoriale MIMIT 4 agosto 2026 |
| Periodo | 2026-2030 |
| Beneficiari | Persone fisiche residenti in Italia e condomìni (non imprese/PA) |
| Importo contributo | 80% della spesa |
| Massimale privati | 1.500€ |
| Massimale condomìni | 8.000€ |
| Risorse totali 2026-2030 | 68 milioni di euro |
| Sportello annualità 2026 | dal 22/09/2026 (ore 12:00) al 31/01/2027 (ore 12:00) |
| Soggetto gestore | Invitalia, per conto del MIMIT |
| Coesiste con il fotovoltaico? | ✔ Può coesistere — spese distinte, regole separate |
